La leggenda e la storia
Il Jodo è un koryu,
una delle arti tradizionali giapponesi e ha mantenuto la sua originaria valenza
di via marziale e spirituale; il suo fondatore, Muso Gonnosuke
, fu l'unico guerriero in grado di battere in duello Miyamoto
Musashi, probabilmente il più famoso e valente
samurai di ogni tempo. Lo fece utilizzando un bastone corto, e creando una fra
le più interessanti scuole di armi tradizionali.
Il primo scontro fra i due ebbe luogo nel 1605;
durante il duello Gonnosuke utilizzò una lunga spada
di legno e fu facilmente sconfitto da Musashi. Ritiratosi
a Homangu, egli passò 37 giorni in meditazione e
solitudine, realizzando che la sua arma e la tecnica
di combattimento accumulata fino ad allora non gli avrebbero permesso di
affrontare un abile spadaccino. Il nuovo jo che Gonnosuke utilizzò era lungo 1,28 centimetri: più lungo del
tachi (spada) utilizzato di quel periodo, ma più
corto e leggero del bo, il bastone lungo.
Avvantaggiandosi della possibilità del bastone corto di ruotare rapidamente fra
le mani e di colpire sia con stoccate che con fendenti, Gonnosuke
sfidò e sconfisse Musashi in un nuovo duello. In
seguito elaborò un sistema che incorporava tutte le tecniche del suo nuovo
stile; divenne insegnante del clan Kuroda, creando
così il suo Shindo Muso Ryu,
Naturalmente, prima delle innovazioni di Gonnosuke esistevano già forme di combattimento col
bastone; lo stesso Gonnosuke aveva studiato il Tenshin Shoden Katori Shinto-ryu e il Kashima Jikishinkage-ryu. Il
sistema di Gonnosuke rimase un'arte esclusiva dei Kuroda per generazioni, finché la linea ereditaria passò a Shiraishi Hanjiro Shigekai e, dopo la sua morte nel '27, ai suoi studenti.
Fra essi, Shimizu Takaji è stato certamente uno dei più importanti,
nell'ultima parte del XX secolo. In particolare, egli sentì l'esigenza di
passare da un metodo di insegnamento utilizzato per un piccolo ed esclusivo
gruppo di samurai ad un altro, creato per studenti moderni. Formulò così dodici
tecniche di base, che vennero adottate da tutti i
praticanti. Dopo poco decise di cambiare il nome dell'arte da jojutsu in jodo, la
"via" del jo; come i fondatori delle altre
forme "do", Shimitzu desiderava trasformare
un'arte originariamente creata per il combattimento in un sistema che
consentisse di seguire un proposito filosofico e spirituale.
La tecnica
Nello Shindo Muso ryu
il jo è usato contro un uomo
armato di spada. Può essere usato per colpire come una spada, o come una
lancia; entrambe le estremità sono utilizzabili, e il suo ma-ai
(distanza fisica, ma anche mentale e temporale) può essere modificato a seconda dell'impugnatura scelta. Nella
mani di un maestro esperto è certamente un'arma formidabile. Le tecniche
di base sono riunite in 12 kihon, 12 omote-waza (forme esteriori), 12 chudan,
2 ran-ai, 12 kage, 6 samidare, 5 gohon no midare e 12 okuden (forme
segrete). Oltre all'uso del bastone, lo Shindo Muso Ryu comprende l'uso di due spade, del bastone corto (tanjo),
del jutte, della kusarigama.
Una lezione tipo comprende diverse fasi. Si comincia con la
pratica con dei kihon tandoku,
in cui la base dei 12
kihon (esercizi di base) è eseguita da soli; si
prosegue con i kihon sotai,
(praticati a coppie, una persona assume il ruolo della spada, contro l'altra
armata di jo), con lo studio dell'uso della spada, e
con i 12 kata, del Seitei (la forma
moderna). Gli studenti avanzati sono introdotti alle forme antiche.
Una grande importanza è tradizionalmente attribuita
alla precisione del gesto, alla pulizia delle tecniche ed alla qualità
dell'energia usata durante la pratica. Non potrebbe essere altrimenti, se
ricordiamo che la spada di legno che si utilizza durante l'allenamento è, nella
realtà, una affilata spada nelle mani di un abile
nemico.
Come tutte le arti di combattimento che hanno
assunto la desinenza "-do", esso si rivolge soprattutto a chi è
interessato a ricevere un insegnamento tradizionale, che contempli un aspetto
esteriore, la tecnica, attraverso cui esaminare uno interiore, di ricerca e
sviluppo personale.
Il processo di apprendimento si può
approssimativamente dividere in due momenti: uno di conoscenza della forma
esteriore, ed uno durante il quale la forma viene "riempita" e resa
reale da parte del praticante. Solo attenzione,
dedizione e la volontà di raggiungere questa pienezza sono richieste al
principiante. Per questi motivi il Jodo
può essere praticato da persone di ogni età e sesso.